L’interesse di Apple verso la realtà aumentata/virtuale è ormai ben noto, anche se ad oggi di dispositivi espressamente dedicati a questo settore non se ne sono ancora visti: se n’è parlato, sì, e tanto, ma sul mercato visori, occhiali o altri prodotti del genere AR, VR o XR (Mixed Reality) non sono arrivati. Qualcosa si sta muovendo, però, e ne è una prova la mansione affidata a Dan Riccio, chiamato proprio a supervisionare lo sviluppo dei visori di casa Apple.
Che si tratti di Glass o di qualsivoglia altro dispositivo VR/AR, uno degli aspetti su cui l’azienda di Cupertino dovrà concentrarsi sarà l’interazione con il mondo virtuale: ad oggi esistono soluzioni basate su controller da impugnare, capaci di individuare e riconoscere nello spazio la posizione delle nostre mani per replicarne i movimenti dentro il visore. E se invece ci fosse una tecnologia ancora migliore, e cioè in grado di identificare l’esatta posizione nell’ambiente circostante di ogni singolo dito, magari senza nemmeno dover impugnare nulla?
Ecco dunque l’idea di Apple, depositata presso la USPTO a febbraio 2019 e brevettata ieri, 9 febbraio. Si chiama “Rilevamento di prossimità basato su un sensore magnetico“: in parole povere, l’idea consiste nel creare disturbi nei campi magnetici per permettere al dispositivo di rilevare la posizione della sorgente magnetica o, in alternativa, di misurare la distanza di un sensore dalla sorgente stessa. Tutte componenti che possono essere integrate in un guanto, essendo di piccole dimensioni e leggeri.