Anche Shopify si aggiunge alla sempre più nutrita schiera di aziende tech che eseguono licenziamenti di massa in questo delicatissimo periodo del 2022. Il colosso dell’ecommerce canadese ha annunciato il taglio del 10% della propria forza lavoro, il che significa che circa 1.000 persone sono state lasciate a casa. La nota è ufficiale e risale a ieri; è liberamente consultabile sul sito della piattaforma (basta seguire il link FONTE in fondo all’articolo).
Nella nota, l’amministratore delegato e fondatore di Shopify, Tobias Lütke, offre una spiegazione delle motivazioni che l’hanno condotto a questa scelta che ormai sta cominciando a diventare famigliare per chi ha seguito questo filone di notizie: la crescita abnorme causata dalla pandemia di COVID-19 e la conseguente battuta di arresto ora che il mondo cerca di tornare quanto più possibile alla normalità, aggravata da un’inflazione galoppante, una crescente incertezza economica a livello globale e una situazione geopolitica internazionale tutt’altro che rassicurante, soprattutto a causa dello scoppio delle ostilità tra Russia e Ucraina.
L’immagine qui sopra mostra che con l’avvento della pandemia, il tasso di adozione dell’e-commerce ha subìto un’impennata improvvisa e anomala; rientrata l’emergenza sanitaria, potevano accadere due cose – i numeri potevano continuare a crescere, significando quindi che i nuovi clienti guadagnati erano rimasti (un vero balzo in avanti di cinque anni avvenuto nel giro di pochi mesi), oppure potevano cercare di rientrare nella curva originale. Shopify aveva puntato sul primo scenario, e invece a quanto pare si sta realizzando il secondo.