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Sui social, ormai lo sappiamo, il prodotto siamo noi. D’accordo, ma quanto valiamo? Una stima della cifra relativa a Facebook ce la offre il calcolo effettuato da chartr.co, portale specializzato nell’elaborazione di statistiche. La valutazione assume come base di partenza i 26 miliardi di dollari di entrate appena dichiarati dal colosso di Zuckerberg nei risultati relativi al primo trimestre del 2021, e ottiene quindi che il guadagno del social per ogni utente (il dato è comunque parziale, e si concentra su quelli statunitensi e canadesi) sia stato nel periodo designato pari a circa 48 dollari (da notare che comunque risulta in calo rispetto al picco superiore a 50 dollari raggiunto nell’ultimo quarto del 2020).

Questo implica quindi che, al mese, allo stato attuale delle cose Facebook è capace di “drenare” 16 dollari a partire da ogni utente: non a caso si tratta di una cifra vicina a quella dei canoni di abbonamento di alcuni servizi popolari, come Netflix. Con la differenza fondamentale, ovviamente, che in questo caso dal punto di vista dell’utente è tutto gratuito, non è lui a scucire i soldi di tasca propria, ma il commercio sottopelle dei suoi dati che alla fine garantisce quell’introito.

Si tratta di un sistema collaudato, che Facebook ha affinato e perfezionato negli anni, ma che ora rischia di essere messo sotto scacco da una grande minaccia. A fine aprile, infatti, è arrivato l’aggiornamento ad iOS 14.5 per gli iPhone con la nuova funzione “App Transparency” che allerta gli utenti circa l’uso che le varie app fanno dei loro dati, e consente di bloccare il tracciamento. In questo senso, quindi, va a recidere delle arterie vitali del flusso di capitale in entrata di Facebook.


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Di admin