Oltre all’imponente lanciatore SLS, recentemente protagonista di un test d’accensione dei motori, la NASA sta lavorando anche a tutte le altre tecnologie necessarie per consentire l’allunaggio del 2024, data che difficilmente potrà essere rispettata ma che per adesso è ancora nei piani dell’agenzia spaziale statunitense.
Oggi vi parliamo nuovamente della navicella Orion, che proprio di recente è stata protagonista del primo test di caduta in acqua. La navicella spaziale è stata costruita dall’azienda Lockheed Martin e sarà impiegata per il trasporto degli astronauti in orbita lunare. Sarà composta da due moduli, quello abitativo e quello di servizio, contenente sia il sistema di propulsione che i rifornimenti. A bordo potranno essere ospitati al massimo 6 astronauti, il doppio rispetto al vecchio modulo utilizzato nelle missioni Apollo. Di questa capsula conosciamo già tantissimi dettagli, infatti, la NASA ha voluto mostrare gli interni di Orion a fine 2019, dategli uno sguardo se ve li siete persi.
L’assemblaggio e il collaudo di Orion sono quindi terminati da qualche mese e proprio di recente si è proceduto al trasferimento del possesso al team Exploration Ground Systems (EGS) della NASA. Il test di caduta in acqua è stato condotto presso il Langley Research Center Landing and Impact Research Facility di Hampton, in Virginia. Le telecamere hanno catturato la capsula che veniva fatta cadere da un’altezza di circa 45 cm in un bacino realizzato appositamente per queste tipologie di test. Questo si presenta in pratica come un grande serbatoio d’acqua pensato per simulare gli atterraggi in vari ambienti.